PROVE DI Sollecitazione a fatica HCF-LCF (high cycle fatigue, low cycle fatigue)

le nostre attrezzature sono in grado di effettuare prove di sollecitazione a fatica in trazione, flessione, compressione, flessione rotante, applicando cicli di sollecitazione ad alta frequenza su componenti, prodotti e strutture complesse.

Le prove di High Cycle Fatigue sono eseguite secondo la normativa ASTM E466 , mentre le prove Low Cycle Fatigue sono eseguite secondo la normativa ASTM E606.

Le prove possono essere eseguite applicando carichi fino a 250kN, con frequenze fino a 100Hz, a seconda delle richieste del Cliente, con strumentazione MTS.

 

Prove di meccanica della frattura – Propagazione della cricca

Un ulteriore supporto nella verifica della sollecitazione a fatica, viene dato dalla prova di meccanica della frattura (FATIGUE CRACK GROWTH – FCG) che permette studiare la resistenza alla propagazione della cricca su vari materiali secondo la normativa ASTM E647.

La prova di determinazione della velocità di propagazione della cricca rappresenta un potente strumento per poter calcolare la velocità con cui una cricca avanza. I valore è espresso come lunghezza lineare per ogni ciclo, una volta fissato lo sforzo (ΔK).

Il test viene condotto in conformità alla normativa internazionale ASTM E647, il cui scopo è determinare lo stato di sforzo di soglia (ΔKth). Sotto questo valore la velocità d’avanzamento della cricca può essere considerata trascurabile, così come i coefficienti “C” ed “m” che caratterizzano la legge di Paris.

I tests sono condotti in condizioni di temperatura ambiente utilizzando provini adeguati (CT).

 

Prove di sollecitazione a fatica con pressione pulsante

I nostri banchi prova permettono di testare a fatica con pressione pulsante componenti come tubazioni, collettori, componenti automotive raffreddati a liquido.

La prova può raggiungere pressioni elevate fino a 500 bar e 15 Hz di frequenza e può essere effettuata con olio o liquido di raffreddamento. E’ possibile effettuare prove di pressione pulsante in ambiente con temperatura ed umidità controllata, utilizzando anche liquidi infiammabili grazie alle camere antideflagranti inertizzate in azoto.